Benvenuto piccolo Leonardo.

Tra una settimana Leonardo compirà il suo primo mese!
Il 22 marzo alle 4 del mattino mi sono svegliata con una strana sensazione: sentivo che c’era qualcosa di diverso in me, sono andata in bagno e ho pensato “vuoi vedere che ci siamo?”. Poi è arrivata la prima contrazione e ho svegliato subito mio parito per farmi portare in ospedale. SI! Quello era il giorno.

Appena arrivati in pronto soccorso sono stata trasferita in reparto dove mi hanno attaccata al macchinario per il monitoraggio della gravidanza. Le contrazioni ancora molto distanti tra loro erano dolorose e temevo che mi rimandassero a casa. Alla fine della visita l’ostetrica mi ha confortata dicendo “Senti, noi adesso ti ricoveriamo, ma non è detto che arrivino le contrazioni giuste”.

Contrazioni giuste o no, non aveva importanza. Ero lì.

Sono stata messa in stanza e mi sono infilata l’orribile camicia da parto della Prenatal, bianca… con quei bottoncini minuscoli… già mi saliva l’ansia perchè non riuscivo ad allacciarli. Tempo di sdraiarmi e le contrazioni non hanno esitato ad aumentare sia di numero che di intensità e avevo un grande senso di nausea tanto che l’infermiera mi ha portato un sacchettino dicendo “questo se per caso…” mi ha guardata senza finire la frase, ma ci siamo capite. Da quel momento ho iniziato a perdere il senso del tempo, ricordo solo che è venuta un’ostetrica in stanza a controllare la dilatazione che avanzava e che mi ha poi mandata a fare una doccia per alleviare i dolori. Sono stati 20 minuti di tregua: nessun male, niente più nausea, nulla di nulla… la doccia calda aiuta veramente! Così quando sono rientrata in stanza ho giocato la carta PARTO IN ACQUA nella speranza di avere un parto indolore… povera illusa che sono stata.

Dopo un altro controllo la dilatazione era aumentata ancora così mi hanno portata nella stanza oceano, la sala parto dell’ospedale con la vasca e mi è stato detto che avrei potuto fare solo il travaglio là dentro e l’espulsione fuori perchè Leonardo era troppo piccolo per poter nascere nella vasca. Ansia… Mi ricordo solo la vasca azzurra con le lucine dentro, l’acqua calda, le lampade spente, un ambiente rilassante e io che entravo. Poi il nulla cosmico, solo l’ondulio dell’acqua sulla pelle e il male delle contrazioni che si facevano sempre più vicine e insopportabili.

Il mio travaglio è durato 12 ore in totale perchè mi è stato rotto il sacco altrimenti avrebbe potuto durare ancora… mi è stato detto che ho implorato almeno una 20tina di volte di uscire dalla vasca e di voler l’epidurale, ma le mie suppliche non sono state accolte perché ero già a 9 cm di dilatazione. Ma sul serio? Non mi ricordo nulla, ricordo solo il momento in cui è nato Leonardo, così piccolino… 2 kg e 7 di felicità, è stato amore a prima vista ❤

Mio marito è stato tutto il tempo in sala parto con me senza mai allontanarsi, anche se si è sentito inutile è stata una figura di conforto. E il giorno dopo mi ha portato anche il panino col tantissimo atteso prosciutto cotto che non mangiavo da 9 mesi.

Dunque… il parto in acqua è veramente meno traumatico del parto normale? Sicuramente è molto più rilassante e intimo. Essere in una stanza con luci soffuse tu, il tuo compagno/marito e un’ostetrica è una cosa più tranquilla rispetto ad avere tutto il team di ostetriche davanti che ti osservano la patata ogni mezz’ora. Per quanto riguarda il fattore dolore non si può dire, ogni donna è diversa ed ognuna ha una soglia di dolore differente per cui è impossibile da dire. Non leva comunque il fatto che è un’esperienza unica da provare.

Benvenuto piccolino ❤

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