ECO CHALLENGE – DAY 2

Today, I will refuse disposable and single-use items whenever and wherever possible.”

Se mi fermo a pensare a tutti gli oggetti che normalmente utilizzo nella vita di ogni giorno, riesco ad identificarmi come consumatrice seriale di prodotti usa e getta. La prima cosa che mi viene in mente è il bicchierino di carta della caffetteria nella quale sono solita andare a rifornirmi di american coffee prima di entrare in ufficio, insieme a salviettine umide, sacchettini di carta, fazzoletti di carta per il naso e altro.

Il compito dell’eco challenge di ieri era rifiuta di utilizzare oggetti monouso, ci sono riuscita grazie a piccoli accorgimenti e grande impegno nel rivolgere le mie attenzioni a gesti che per me, ormai, sono abituali. I suggerimenti di Yogi Surprise erano molto semplici: equipaggiarsi di borse riutilizzabili, di tazze, di posate per evitare l’utilizzo della plastica, cose così insomma… per evitare di creare immondizia. Ma come fare, essendo pendolare che lavora in una metropoli con un cane, ad girare con una borsa piena di roba senza sembrare una punkabbestia incinta che si sta trasferendo da un capo all’altro della città? Il panico… Per un attimo ho pensato che avrei fallito, poi ho avuto l’illuminazione! Ho tracciato nella mia testa una trash timeline linea temporale di tutta la spazzatura che creo in giornata – e devo dire che non è stato poi così difficile cercare di rimediare ai miei errori.

07:00 / il fazzoletto di carta per soffiare il naso. L’ho sostituito con un fazzolettino di stoffa che ho comprato settimana scorsa da Muji e fin qui ci siamo…
08:30il bicchiere di carta del caffè americano. Qui le soluzioni erano tre: (1) rinunciare al caffè americano – cosa? Impossibile, stai forse scherzando? Ma ti rendi conto che sarai punito per avermi proposto una cosa simile? Pentiti! Pentiti in ginocchio sui ceci! – (2) portare da casa una tazza e farmela riempire in caffetteria – tipo punkabbestia sopracitata… no, non posso proprio farlo. La tazza pesa, non ho spazio in borsa, dovrei usare uno zaino da campeggio, sembrerei una tipa “STRANA” – (3) il tempo. Ebbene si, il tempo è stata la mia scelta. Al posto di prendere il caffè nella tazza a portar via, l’ho preso stando seduta nel locale. Molto film americano… Mi sono concessa di arrivare a Milano 10 minuti prima, apposta per stare seduta 10 minuti senza fretta. 10 minuti tutti miei di pace. Incredibile quanto possa cambiare la giornata iniziandola con un caffè gustato su una poltrona mentre leggi pagine di giornale piuttosto che prenderlo in una tazza di cartone e berlo per strada mentre corri per non fare tardi.
08:40il sacchettino dei bisogni di Jeff. Certo: i cinesi vendono 4 rotoli di sacchetti di plastica raccogli pupù ad 1€ e contro i 3€ dei 2 rotoli di sacchetti biodegradabili del pet store e la cosa ti attira perché risparmi… ma nulla! Sono una donna incorruttibile: ho acquistato settimana scorsa i rotoli biodegradabili.
11:30 / i sacchetti di plastica del supermercato. Vado spesso a comprare la frutta al supermercato quando devo fare merenda, purtroppo le regole sono: prendi la frutta col guanto plastica, la metti nel sacchetto di plastica, la pesi e vai alla cassa.
La mia fortuna è che mi conoscono da 11 anni quindi ho preso un casco di banane a mani nude, l’ho pesato, ho attaccato il prezzo sulla buccia e l’ho portato in cassa spiegando che sto facendo una challenge per creare spazzatura il meno possibile. Hanno apprezzato il gesto e mi sono sentita come Xena principessa guerriera quando salva Olimpia, ma non potrò fare sempre così quindi devo pensare ad un’alternativa. Per portare la spesa in ufficio invece ho utilizzato una borsa riutilizzabile di tela di Muji.
14:00 / il cucchiaino di plastica e la bustina di zucchero del bar. Capita a volte di andare a prendere il caffè al bar per cambiare aria. D’istinto ho preso la bustina di zucchero in mano come da abitudine, ma mi sono fermata ed ho rinunciato allo zucchero e così anche al cucchiaino.
21:00 / struccante e dischetto di cotone. A casa ho dei fogliettini di cellulosa che si sciolgono in acqua, uso sempre quelli al posto del dischetto di cotone: sono delicati, non lasciano residui sulla pelle e non inquinano. Come struccante utilizzo solo l’olio di cocco biologico della marca Rapunzel: è naturale al 100%, non unge la pelle, non la rovina e la deterge e nutre in modo naturale.

La mia giornata si è conclusa nella maniera più soddisfacente possibile, sono stata contenta di non aver creato spazzatura e soprattutto nell’aver realizzato che con piccoli accorgimenti la cosa è possibile. Vorrei continuare a lavorarci sopra perché mi sono sentita realizzata non appena mi sono infilata sotto al piumone e ho pensato a tutta la giornata. Ho anche cercato dei blog per informarmi sulla vita a zero impatto ambientale ed ho trovato molta ispirazione negli articoli di MattLauren e Kathryn.

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4 thoughts on “ECO CHALLENGE – DAY 2

  1. claudia

    wow Silvia! la cosa che hai scritto che mi è piaciuta di più è stato prendersi 10 minuti di tempo per il caffè, grande! è proprio vero, corriamo corriamo (spesso inutilmente) e non ci rendiamo conto che basta pochissimo per cambiare tante cose!
    il tuo resoconto è molto utile anche per chi vuole prendere spunti….sono incuriosita: cosa sono esattamente i fogliettini di cellulosa per struccarsi? dove si trovano? io sto cercando un’alternativa ai dischetti (che taglio a metà per non abusarne, tanto mi trucco solo gli occhi), ho provato anche a farmeli con vecchi asciugamani ma sono ruvidissimi e poi non struccano bene….
    quando comincerò questa challenge (penso lunedì, ultimo giorno di montagna e quindi di contatto con la natura!) sarò molto facilitata 😀

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    • afrenchieinmykitchen

      Ciao Claudia 😀 allora i foglietti di cellulosa sono come delle piccole salviettine formato post-it che si impiegano normalmente per sgrassare le unghie prima della ricostruzione. Sono molto sottili rispetto ai dischetti di cotone e a volte scomodi perché appunto sono piccoli, però sono biodegradabili. Il nome tecnico mi pare che sia “rotolo pad in cellulosa”, penso che si possa trovare in tutti i negozi di forniture per estetiste. Quelli che uso io erano di un rotolo da 500 strappi che avevo ottenuto in regalo 2 anni fa supplicando un’amica onicotecnica quando avevo la passione per il nailart ahahah 😀 ora che sono quasi finiti devo andare alla ricerca anche io, voglio vedere se li vendono nei negozi tipo NaturaSì o catene bio e appena li trovo ti faccio sapere 😀

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