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A pregnancy story.

Se provate a chiedere a mia mamma di quando ero bambina, mi descriverà sicuramente con una sola parola: testarda. Erano molte le volte nelle quali mi doveva rincorrere con il piatto per farmi mangiare: in estate sotto al sole e in inverno in giardino anche con la neve. Ha fatto tutto ciò che si può fare per cercare di “corrompere” un infante, ma nulla. Non ne volevo sapere.

Col passare del tempo sono cresciuta ed ho imparato che se c’è una persona contro la quale vale la pena essere testardi è il proprio io interiore, quello che ti fa gettare la spugna al primo fallimento.

Per molti mesi io e mio marito abbiamo provato ad avere figli, sembrava quasi che la natura ce l’avesse con noi e ormai avevamo anche quasi perso le speranze. Qui non è questione di essere testardi e di provare e riprovare. Qui è questione di chi lo sa?  La magia del concepimento è un mistero che rimane tuttora ignoto al Mondo intero, ma quando meno ce lo siamo aspettati si è aperto un nuovo meraviglioso capitolo della nostra vita.

Per tutta la fase del primo trimestre ho mantenuto il segreto, rinchiudendomi in una “bolla” che circondava me e i soli famigliari stretti. Poi, due settimane fa, abbiamo invitato a casa un amico per cucinare tutti assieme la naked cake di Bake Off e la mia pancia era talmente sfericamente visibile che alla prima domanda ho dovuto vuotare il sacco. Ho dato così il via libera alla divulgazione della notizia “Che si sparga la voce in modo tattico: le nonne per prime!” al resto ci hanno pensato loro.

Dunque è questa la bella notizia, il perché sono stata lontana dal blog e da quasi la maggior parte degli altri miei social: ero nella mia piccola bolla, come un’astronauta. Ho deciso, grazie alle mail e ai commenti che mi sono arrivati, che continuerò a scrivere su questo blog perché mi avete fatto capire che l’amicizia, anche se virtuale, vale molto. Continuerò a condividere ricette e aggiungerò la sezione “mommy – diary” per raccontare le mie esperienze, perché ogni giorno è un giorno nuovo e si vivono sempre cose belle le quali vale la pena raccontare.

Diary

Hello, autumn.

Risultati immagini per hello autumnNon ne conosco il motivo, ma ho sempre collegato settembre come l’inizio di qualcosa di nuovo. Forse perché con settembre inizia la mia stagione preferita o forse, più banalmente, perché ho sempre associato questo mese con l’inizio delle scuole… chi lo sa?

Mi rendo conto che mi sono presa un’imbarazzante pausa estiva quest’anno, sia dal blog che dal lavoro. Io e Pepito siamo stati in viaggio ed in più al ritorno ho avuto dei dilemmi amletici sul futuro di questo blog: “chiudo o non chiudo il blog? Cambio nome o non cambio nome al blog? Trasferisco o non trasferisco il blog su un’altra piattaforma? Scrivo o smetto di scrivere?” Avevo appena terminato col dire che la voglia di scrivere è tanta, ma poi è successa la cosa più bella che potesse mai accadermi e mi sono un attimino chiusa nel guscio famigliare per “proteggermi”, se così si può dire, dai maestri di vita che tutto sanno e meglio di te pur non avendo la benché minima esperienza.

Ho deciso di lasciare lo stesso nome al blog perché ci sono molto affezionata e di rimanere su WordPress.com, ma non appena troverò qualcuno che mi possa aiutare con WordPress.org mi trasferirò lì. Per quanto riguarda il contenuto: ho in mente una serie di nuovi argomenti da introdurre, ma non sono ancora pronta per farlo e per il momento mi limiterò a condividere le mie ricette che saranno per lo più di dolci dal momento che sto facendo a gara con un amico per entrare a Bake Off… Sicuro che ci chiamano, come no? Intanto, nell’attesa, ci diamo all’ingrasso. Ciao, Settembre!

Salad Jar

White Beans salad jar

Questo caldo mi distrugge… io sono quel tipo di persona che ama l’estate, ma odia il caldo umido. Una cosa impossibile da vivere: mi faccio la doccia e dopo 5 minuti sono tutta di nuovo appiccicosa. Certo, non è come quando sono stata in Messico: lì sì che si moriva, ma si moriva proprio! Il grado di umidità era del 90%, si boccheggiava a stare fermi e si sudava talmente tanto che se provavi a strizzare le mutande come minimo ci riempivi mezzo bicchiere di succo di sudore. Nella giungla tra afa, sudore e insetti che ti si appiccicavano addosso non so cos’era peggio… forse i marsupiali, quelli stronzi, che tu gli davi la frutta e non appena ti giravi ti fregavano la roba da dentro lo zaino e sparivano tra la vegetazione con i tuoi effetti personali e addio ipod, addio mutande di scorta, addio pranzo al sacco. E tu li guardavi inerme, con le mutande sudate e senza forze nemmeno per gridargli dietro.

Un’ottima cosa che ho imparato a fare quando c’è questo clima è divorare chili di frutta fresca e verdura, uso poco forno e fornelli. Con il caldo non ho voglia di mangiare, ma se il mio pasto è composto da roba fresca allora le cose cambiano. Le insalatone sono al primo posto, ma come fai a portare l’insalata in ufficio? Bella domanda. In una schiscetta normale di plastica sicuramente no e se ci provi ti renderai presto conto di aver fatto una cavolata: cose sbrodolate, cose sbrodolate ovunque. L’unica soluziona, fidati di me, è IL BARATTOLO.

IL BARATTOLO lo puoi trovare comodamente in tutti i supermercati nel reparto casalinghi per la modica cifra di 2/3 euro. L’unica fregatura è che i tappi li compri a parte e di solito li vendono a coppia quindi devi comprare bensì due barattoli, ma non te ne pentirai. Due barattoli di vetro e due tappi di latta, un acquisto entusiasmante non trovi? Una volta che avrai anche tu IL BARATTOLO potrai sbizzarristi come fanno le fitness blogger americane e portare in ufficio delle fichissime salad jar da fare invidia e ben presto ti copieranno l’idea per fare le foto e metterle su IG.

Tempo di preparazione:
5 minuti
Tempo di cottura:
Totale tempo:
5 minuti
Ingredienti:

2 cucchiai di fagioli bianchi
1 barattolo di tonno in satola all’olio di oliva
1 cucchiaio di uvetta
insalata fino a riempire il barattolo
sale – olio – aceto q.b.

Procedimento: 

  1. Metti sul fondo del barattolo i fagioli bianchi.
  2. Scola il tonno e versalo nel barattolo sopra ai fagioli bianchi.
  3. Metti sopra al tonno l’uvetta (io la odio, ma fidati: abbinamento tonno, uvetta fagioli bianchi è una bomba)
  4. Riempi il barattolo con l’insalata pressandola per farne entrare più che puoi.
  5. Versa sale, olio e aceto, richiudi il tappo e agitalo. Lascia riposare per 5 minuti prima di mangiarla.

Una cosa facile e veloce come questa non ce n’è. Ricordati di condire 5 minuti prima di mangiarla e non la sera prima, altrimenti ti ritroverai l’insalata tutta cotta. Fammi sapere con un commento se ti è piaciuta questa idea e se anche tu sei stato derubato dai marsupiali messicani raccontami la tua esperienza.