ECO CHALLENGE – DAY 4 & 5

“Today, I will look for ways to be creative in reusing what I already have.”

La mia eco challenge è terminata e mi sto ritrovando ora ad aggiornare a causa di una serie di imprevisti – previsti – della gravidanza… ho deciso così di unire due giornate della mia esperienza in un articolo solo, in modo da tenere aggiornato questo diario.

La missione del quarto giorno era riutilizza oggetti e per me non è stato difficile portare a termine il compito poiché normalmente riutilizzo sempre tutto. Non parlo di oggetti che acquisto – perché faccio raramente shopping – ma di quello che ho già in casa.

Durante i primi mesi dello scorso autunno ho letto “96 lezioni di felicità“, un libro scritto nel 2012 da Marie Kondo. Marie Kondo è una ragazza giapponese scrittrice di economia domestica che regala consigli per una vita serena tra le mura di casa. Ha ideato il metodo Konmarie attraverso il quale insegna a come liberarsi del superfluo per rimanere circondati esclusivamente da cose che “brillano” di luce propria e ci rendono felici. Ho fatto dei suoi insegnamenti uno stile di vita per cui ho poche cose e le utilizzo sempre, ma di questo stile di vita minimal avevo già in programma di parlarne in un secondo momento.

Per quanto riguarda, invece, il riutilizzo di oggetti che normalmente finiscono nella spazzatura (barattoli di vetro, contenitori di plastica, vaschette… etc) si potrebbe aprire un capitolo. Vorrei parlare di una cosa che mi è successa settimana scorsaRisultati immagini per reuse milkshake plastic glass plant: ho sorpreso mio papà con uno di quei bicchierini di plastica dei milkshake di una nota catena di cui non farò il nome. Mentre ciucciava dalla cannuccia lo guardavo incuriosita pensando già che uno volta finita la bevanda gli avrei chiesto di regalarmi il bicchiere e così ho fatto.

A cosa ti serve?
Non mi serve, gli ridò un nuovo uso altrimenti finirebbe a galleggiare nell’oceano.” gli ho risposto ed ho aggiunto “Ma è proprio così buono rispetto a quelli che si fanno in casa con gli ingredienti freschi che decidi tu al momento?
“Ovviamente no, ma è comodo quando sei in giro.

Da questa risposta ho potuto constatare che nel 2017 siamo arrivati ad essere schiavi di quella che chiamiamo “comodità“, da quello che accettiamo come cibo preparato da altri che ci fa risparmiare del tempo e dal finto bisogno che abbiamo di acquistare un prodotto che ci viene offerto ad un prezzo molto economico… Il tempo, c’è sempre il tempo dietro a questa cosa…

Ho preso il contenitore, me lo sono portato a casa, l’ho lavato e l’ho messo da parte. Poi ho fatto quello che normalmente faccio quando ho delle belle idee: ho preso il mio quadernino creativo ed ho cominciato a disegnare quello che avevo in mente di fare con quel barattolo e con tutte le altre cose che ho “collezionato” questa settimana. Terrarium. Bellissimi terrarium che farò questo fine settimana.

“Today, I will recycle what I cannot refuse, reduce or reuse.”

Ricicla come se non ci fosse un domani. Questa challenge è nata in America dove a questo punto comincio a pensare che non esista un metodo di raccolta differenziata adeguato come invece è presente qui. Quando sono stata a New York ricordo solo che tutto si buttava insieme a tutto nei sacconi neri – un po’ come succedeva qui a Milano anni e anni fa – e la stessa cosa avveniva a Los Angeles. Piccola differenza, invece, a San Francisco dove ho visto molti senzatetto girare con carrelli pieni di bottiglie di plastica e lattine di alluminio che riciclavano in cambio di denaro.

La missione del giorno mi pareva una cosa talmente ovvia e rientrante nella vita di tutti i giorni che l’ho portata a termine senza nemmeno dovermi preoccupare di mantenere controllati i miei soliti modi di fare, o forse qualcosa è cambiato in me?

ECO CHALLENGE – DAY 3

Today, I will reduce my consumption of goods that leave behind waste to spark joy for those around me.”

La missione di ieri è stata riduci il tuo impatto ambientale ed i consigli che ho ricevuto via mail sono stati molto chiari da tenere a mente, ma altrettanto difficili da mettere in pratica.

  • Sii consapevole di ogni oggetto monouso che acquisti e pensa ad un modo per abbassare il suo impatto ambientale.

Qui mi è tornato in mente l’altro giorno quando volevo acquistare le banane e mi sono trovata a scegliere se acquistare quelle BIO, con un imballaggio di cartone plastificato avvolto da una pellicola trasparente di plastica anch’essa, se acquistare delle banane normali, con vaschetta di plastica e pellicola di plastica, o se acquistare quelle sfuse e pesarle.

  • Scegli prodotti con poco imballaggio o guarda se gli imballaggi utilizzati sono riciclabili o fatti a loro volta da materiale riciclato, evitando la plastica e le vaschette.

Appunto. La mia scelta è stata acquistare le banane sfuse, pesarle e applicare il prezzo direttamente sulla buccia del frutto. Mi sono permessa di fare una cosa simile in un grande supermercato solo perché conosco i gestori, ma non è possibile a tutti fare cose così. E se al posto delle banane avessi dovuto comprare delle noci? O dei broccoli? Mica posso mettere il prezzo sul broccolo e portarmelo in mano fino alla cassa… questa cosa mi ha dato del filo da torcere.

In una società dove il consumismo è all’ordine del giorno e dove ogni singola cosa acquistata è imballata con almeno 2 materiali diversi – tra cui la plastica – è facile rendersi consapevoli del fatto che acquistando un determinato prodotto si creerà spazzatura ed è difficile mettere in pratica delle “tattiche” per rendere la cosa inevitabile.

Sono riuscita a trovare risposte ai miei quesiti su internet, dove ho avuto modo di scoprire che esistono tantissimi/e blogger a zero impatto ambientale e ne sono rimasta colpita. Non pensavo che al mondo potesse esistere gente capace di ispirarti anche solo guardandone il volto e piccole fotografie su instagram… affascinanti! Grazie a loro ho appreso che la cosa migliore da fare è evitare le grandi catene di distribuzione per concentrarsi su quelle piccole, come i piccoli negozi di ortofrutta o i piccoli allevatori se si è consumatori di latte, uova e/o carne. Sul metodo di trasporto a casa, vorrei sorvolare perché prima di dire quello che si potrebbe fare vorrei sperimentare in prima persona.

ECO CHALLENGE – DAY 2

Today, I will refuse disposable and single-use items whenever and wherever possible.”

Se mi fermo a pensare a tutti gli oggetti che normalmente utilizzo nella vita di ogni giorno, riesco ad identificarmi come consumatrice seriale di prodotti usa e getta. La prima cosa che mi viene in mente è il bicchierino di carta della caffetteria nella quale sono solita andare a rifornirmi di american coffee prima di entrare in ufficio, insieme a salviettine umide, sacchettini di carta, fazzoletti di carta per il naso e altro.

Il compito dell’eco challenge di ieri era rifiuta di utilizzare oggetti monouso, ci sono riuscita grazie a piccoli accorgimenti e grande impegno nel rivolgere le mie attenzioni a gesti che per me, ormai, sono abituali. I suggerimenti di Yogi Surprise erano molto semplici: equipaggiarsi di borse riutilizzabili, di tazze, di posate per evitare l’utilizzo della plastica, cose così insomma… per evitare di creare immondizia. Ma come fare, essendo pendolare che lavora in una metropoli con un cane, ad girare con una borsa piena di roba senza sembrare una punkabbestia incinta che si sta trasferendo da un capo all’altro della città? Il panico… Per un attimo ho pensato che avrei fallito, poi ho avuto l’illuminazione! Ho tracciato nella mia testa una trash timeline linea temporale di tutta la spazzatura che creo in giornata – e devo dire che non è stato poi così difficile cercare di rimediare ai miei errori.

07:00 / il fazzoletto di carta per soffiare il naso. L’ho sostituito con un fazzolettino di stoffa che ho comprato settimana scorsa da Muji e fin qui ci siamo…
08:30il bicchiere di carta del caffè americano. Qui le soluzioni erano tre: (1) rinunciare al caffè americano – cosa? Impossibile, stai forse scherzando? Ma ti rendi conto che sarai punito per avermi proposto una cosa simile? Pentiti! Pentiti in ginocchio sui ceci! – (2) portare da casa una tazza e farmela riempire in caffetteria – tipo punkabbestia sopracitata… no, non posso proprio farlo. La tazza pesa, non ho spazio in borsa, dovrei usare uno zaino da campeggio, sembrerei una tipa “STRANA” – (3) il tempo. Ebbene si, il tempo è stata la mia scelta. Al posto di prendere il caffè nella tazza a portar via, l’ho preso stando seduta nel locale. Molto film americano… Mi sono concessa di arrivare a Milano 10 minuti prima, apposta per stare seduta 10 minuti senza fretta. 10 minuti tutti miei di pace. Incredibile quanto possa cambiare la giornata iniziandola con un caffè gustato su una poltrona mentre leggi pagine di giornale piuttosto che prenderlo in una tazza di cartone e berlo per strada mentre corri per non fare tardi.
08:40il sacchettino dei bisogni di Jeff. Certo: i cinesi vendono 4 rotoli di sacchetti di plastica raccogli pupù ad 1€ e contro i 3€ dei 2 rotoli di sacchetti biodegradabili del pet store e la cosa ti attira perché risparmi… ma nulla! Sono una donna incorruttibile: ho acquistato settimana scorsa i rotoli biodegradabili.
11:30 / i sacchetti di plastica del supermercato. Vado spesso a comprare la frutta al supermercato quando devo fare merenda, purtroppo le regole sono: prendi la frutta col guanto plastica, la metti nel sacchetto di plastica, la pesi e vai alla cassa.
La mia fortuna è che mi conoscono da 11 anni quindi ho preso un casco di banane a mani nude, l’ho pesato, ho attaccato il prezzo sulla buccia e l’ho portato in cassa spiegando che sto facendo una challenge per creare spazzatura il meno possibile. Hanno apprezzato il gesto e mi sono sentita come Xena principessa guerriera quando salva Olimpia, ma non potrò fare sempre così quindi devo pensare ad un’alternativa. Per portare la spesa in ufficio invece ho utilizzato una borsa riutilizzabile di tela di Muji.
14:00 / il cucchiaino di plastica e la bustina di zucchero del bar. Capita a volte di andare a prendere il caffè al bar per cambiare aria. D’istinto ho preso la bustina di zucchero in mano come da abitudine, ma mi sono fermata ed ho rinunciato allo zucchero e così anche al cucchiaino.
21:00 / struccante e dischetto di cotone. A casa ho dei fogliettini di cellulosa che si sciolgono in acqua, uso sempre quelli al posto del dischetto di cotone: sono delicati, non lasciano residui sulla pelle e non inquinano. Come struccante utilizzo solo l’olio di cocco biologico della marca Rapunzel: è naturale al 100%, non unge la pelle, non la rovina e la deterge e nutre in modo naturale.

La mia giornata si è conclusa nella maniera più soddisfacente possibile, sono stata contenta di non aver creato spazzatura e soprattutto nell’aver realizzato che con piccoli accorgimenti la cosa è possibile. Vorrei continuare a lavorarci sopra perché mi sono sentita realizzata non appena mi sono infilata sotto al piumone e ho pensato a tutta la giornata. Ho anche cercato dei blog per informarmi sulla vita a zero impatto ambientale ed ho trovato molta ispirazione negli articoli di MattLauren e Kathryn.